Da poche settimane Luca Randighieri è il nuovo direttore generale del Gruppo Roberto Nuti. Modenese, laureato in Giurisprudenza, con una solida esperienza in negoziazione, gestione dei talenti, pianificazione aziendale, consulenza HR e coaching. Randighieri è in RNB dal 2017, dove ha ricoperto incarichi diversi che hanno riguardato sia l’ambito commerciale sia quello dei processi aziendali e delle risorse umane.

“Assumo questo incarico dopo alcuni anni di collaborazione consolidata, corroborata dalla sintonia e dell’unità di intenti con il presidente Massimo Nuti. L’obiettivo che ho ricevuto fin dal mio ingresso in azienda – spiega il nuovo general manager – era e resta quello di assicurare una direzione univoca e omogenea a tutto il Gruppo”.

Come descriverebbe il Roberto Nuti Group? 

“Fin dal mio ingresso sono stati chiari i principi che da sempre distinguono l’azienda, fra questi certamente la puntualità, la cura del cliente e l’attenzione al dettaglio. Come diceva Leonardo ‘i dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio’.”

Leonardo è non a caso citato in uno storico video corporate dell’azienda video corporate dell’azienda. Chiunque visiti gli stabilimenti del Roberto Nuti Group può rendersi conto dell’ordine e della precisione che regolano ogni attività…

“Questo lo si deve all’organizzazione, in cui sono chiari i punti di riferimento, i centri di competenza, il puntale orientamento delle attività, l’attenzione al cliente inteso non solo come cliente esterno, ma anche come cliente interno nei vari passaggi di attività. E aggiungo, in questa azienda c’è una non comune predisposizione all’ascolto. Questa è una connotazione che ritroviamo anche nelle altre sedi, in Toscana, in India e in Turchia. È la voce chiara dei valori del Gruppo che da Bologna raggiunge tutte le aziende”. 

Dal suo arrivo a oggi ne sono successe di cose…

“Dal punto di vista economico il Roberto Nuti Group ha retto bene la situazione che si è venuta a creare dal 2020. Quello che ci ha colpiti più duramente non è stata tanto la recessione economica, quanto la sofferenza che ha coinvolto tutti noi, i nostri clienti, le famiglie. Una sofferenza concreta, quasi palpabile, alla quale occorreva reagire nel modo migliore possibile”.

Come?

“La sensibilità che distingue la proprietà ha portato ad un’azione organizzativa in cui le persone sono state al centro dell’attenzione, così come la salvaguardia dell’operatività. Fin dal primo momento abbiamo messo in campo tutto ciò che si è potuto per ridurre il disagio che ciascuno di noi e dei nostri clienti stavano vivendo. E sulla spinta della situazione abbiamo adottato una nuova organizzazione del lavoro. Non una soluzione temporanea di emergenza, ma un vero e proprio cambiamento del processo lavorativo, dotato di strumenti aziendali e procedure. Da un evento negativo abbiamo costruito una nuova esperienza che continuerà nel tempo, poiché dai cambiamenti che si rivelano funzionali è difficile tornare indietro”.

Al di là dell’emergenza sanitaria in questi anni il Gruppo ha continuato a investire…

”Sì, certamente stiamo lavorando con lo sguardo al futuro. Abbiamo messo in campo risorse e competenze allo scopo di affinare la mission strategica del Gruppo, affrontando nuovi mercati con produzioni dedicate, progettate e sviluppate espressamente per settori per noi nuovi, come i mezzi per l’agricoltura, il comparto ferroviario, che è in fortissima crescita. E stiamo sviluppando ulteriori applicazioni. Abbiamo anche partecipato, con la nostra conoscenza delle dinamiche dell’ammortizzatore, a un importante progetto dedicato alla salvaguardia degli edifici storici in caso di terremoto salvaguardia degli edifici storici in caso di terremoto. Tutto questo ci consente di valorizzare l’eccellenza italiana in settori anche molto diversi fra loro. Una delle sedi di questa eccellenza è a Vicchio, in Toscana, dove i colleghi della Sabo Ammortizzatori si distinguono per creatività e qualità”.

In Italia però non è un buon momento per quanto riguarda i costi di produzione.

“Certo, i temi dell’energia e delle materie prime richiedono una grande attenzione. Soprattutto negli impianti italiani l’aumento dei costi può essere un problema di rilievo. A questo proposito devo fare un plauso ai colleghi responsabili delle specifiche funzioni di approvvigionamento che hanno con lungimiranza operato delle scelte che ci consentono oggi di affrontare il mercato con relativa tranquillità. Al momento i nostri magazzini sono ben riforniti e siamo in grado  di gestire la situazione in modo per ora sostenibile. La tendenza all’aumento dei costi però non pare arrestarsi e dovremo gestire con molta oculatezza la situazione nei mesi futuri”. 

Come vede il Roberto Nuti Group nei prossimi anni?

“Ancora più internazionale. La direzione che stiamo seguendo è quella di un Gruppo industriale in cui le diverse realtà saranno ancor più dei solidi riferimenti affidabili per la completa soddisfazione dei clienti nel mondo i quali avranno a disposizione una rete distributiva sempre più efficiente e capillare. Il Gruppo Roberto Nuti sarà sempre più riconosciuto come il partner con le migliori soluzioni per la mobilità, qualunque essa sia. Prodotti e servizi affidabili e con il più vantaggioso rapporto qualità/prezzo. Tutto questo, se mi consente, vorrei che avvenisse mantenendo quelle caratteristiche che fanno di questa realtà industriale un luogo in cui le persone di ogni età collaborano con soddisfazione e una visione comune. Un bell’ambiente di lavoro, un buon clima, e un modello di dinamismo e capacità di esprimere energie e trarre soddisfazione dal lavorare insieme”. 

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