SABO Rosa, una storia lunga undici anni

E’ stato appena assegnato per l’undicesima volta il SABO Rosa, il prestigioso riconoscimento che il nostro Gruppo conferisce tutti gli anni, in occasione della Festa dell’8 marzo, a una donna che lavora nel settore del trasporto pesante. Ad aggiudicarsi l’edizione 2020 è stata Stefania Bartolini, da Imola in provincia di Bologna, camionista fin da quando aveva 19 anni, che oggi trasporta merci per aziende agricole, ceramiche e manifatturiere, muovendosi con un bilico fra le province di Piacenza e Ravenna.

L’idea di un riconoscimento per le donne, in un settore ancora per larga parte a maggioranza maschile, venne a Massimo Nuti, Direttore del nostro Gruppo, nel 2010. In quella prima edizione l’ammortizzatore rosa venne assegnato a Elena Scognamiglio, vigilessa del fuoco in servizio permanente a Bologna, impegnata nella guida dei mezzi pesanti della sede centrale della Dozza. “Mio padre era camionista e camionisti sono gli zii e i cugini. Tutti desideravano che entrassi nell’azienda di trasporti di famiglia, per questo a 21 anni avevo già tutte patenti in tasca”, raccontò la ragazza che è stata una delle prime donne (la diciassettesima) ad entrare nel Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco: “All’inizio fu durissima. I colleghi non si fidavano di me e ho dovuto dimostrare con tanto impegno e con i fatti di essere all’altezza del compito che mi era stato assegnato. Ora sono una regina. I compagni mi stimano e questo lavoro è bellissimo.”

Il SABO Rosa, fin dalla prima edizione, è stato sempre assegnato dalle lavoratrici del Gruppo, che tutti in tutte le occasioni hanno scelto sulla base di una prima selezione fatta attraverso il voto online. Nel 2011 fu la volta di Daniela Cappelli, moglie, mamma e anche nonna, autotrasportatrice toscana e, a quel tempo, presidente del Gruppo autotrasportatori di Venturina (Livorno) e consigliere di amministrazione di Federtrasporti.

Gisella Corradini, modenese, si aggiudicò il SABO Rosa del 2012. Anche lei autotrasportatrice e portavoce del gruppo “Buona strada lady truck driver team”, un blog dove lei e le sue colleghe si incontrano, socializzano e “accorciano le distanze reali” che le separano. “Il gruppo è ciò a cui teniamo di più – rivelò Gisella – e nasce per dare un volto positivo alla figura del camionista, che spesso viene dipinto in termini negativi. Comunemente si pensa che il mondo dell’autotrasporto sia solo maschile ma non è vero, perché ne fanno parte moltissime donne, soprattutto nella piccola distribuzione.”

Ancora una camionista per l’edizione 2013, che va ad Agata De Rosa, di origine napoletana ma residente a Dalmine, in provincia di Bergamo. Una premiazione che verrà ricordata perché, per la prima volta, la vincitrice si presenta con il suo mezzo di trasporto, uno Scania personalizzato con diverse illustrazioni. “Ho dedicato tutta la mia adolescenza ai camion e sono cresciuta fra i ‘bisonti’ insieme a un papà camionista. Ho trentadue anni e sono alla guida da quattordici, dopo la patente B, ho preso la E a 21 anni. Ho iniziato con le tratte nazionali e ho anche trasportato esplosivo per l’esercito. Mio padre è mancato quando avevo 23 anni e ho continuato da sola, fino a quando non ho conosciuto mio marito che mi ha insegnato a girare l’Europa.”

Marianna Dal Degan, alla terza candidatura, sarà la premiata del 2014. Marianna, da Verona, lavora sia come camionista che come ricambista in un’officina, ma la cosa interessante è che coniunga queste attività con le passerelle di moda. “Mi piacciono molto i mezzi pesanti e la mia passione è sempre stata quella di lavarli e di farne manutenzione. Otto anni fa – raccontò Marianna – ho provato a guidarne alcuni ed è sbocciato l’amore. L’anno scorso però ho avuto un incidente, causato da un malore mentre guidavo. Successivamente l’azienda di trasporti per cui lavoravo, a causa della crisi, ha dovuto chiudere i battenti. Io però continuo a coltivare il mio sogno, tornando in cabina per fare sostituzioni e lavorando in un’azienda di ricambi.”

2015, è l’anno di Rosa Di Gregorio, di Orgiano, Vicenza. Anche lei camionista, viene candidata a furor di popolo dalle sue colleghe attraverso il tam tam della rete. “Conosco il premio Sabo Rosa da quando è stato istituito – raccontò -, e ho sempre trovato molto interessante questa idea perchè nessuno aveva mai pensato di premiare una camionista. Per me, dopo tanti anni di lavoro, essere stata scelta come camionista dell’anno è un vero onore ed è davvero una grande soddisfazione. Accolgo questo premio come una conquista, un punto di arrivo. Un premio che mi fa pensare ‘ecco finalmente sono completa’”.

Giulia Saligari, SABO Rosa 2016, verrà ricordata sia per la giovane età (22 anni al momento della premiazione), sia perché, per la prima volta, viene premiata una lavoratrice della filiera del trasporto pesante, ma non una camionista. “Questo lavoro con mio papà mi porta a operare bene e con serenità nonostante i problemi quotidiani –disse Giulia -. E’ da un paio di anni che seguo il Sabo Rosa e proprio quest’anno ho deciso che era giunta l’ora di provarci, perché in questi ultimi mesi ci sono stati diversi eventi che mi hanno fatto riflettere e crescere ancora di più. Sapere di essere la vincitrice, mi lascia senza parole.”

Arriviamo al 2017, è il momento di Ethel Bianchi, nata a Pomezia ma impegnata a Moncalieri. Anche questa premiazione verrà ricordata per una novità, Etheel è infatti il primo SABO Rosa assegnato a un donna autista di autobus, impegnata su tratte turistiche in tutta Europa. “Ricevere il SABO Rosa significa molto per me – raccontò Ethel -, perché finalmente c’è qualcuno che riconosce alle donne il valore che hanno in un ambiente difficile, e molto ‘maschile’, come quello del trasporto. Sono rare le persone che ti dicono ‘brava’, e per questo sono davvero grata alla Roberto Nuti. Questo è un premio che dedico all’azienda Linea Azzurra di Moncalieri per cui lavoro.”

Nel 2018 si aggiudica il riconoscimento Laura Broglio, giovanissima autista di mezzi pesanti di Lendinara, in provincia di Rovigo. L’edizione sarà ricordata per un numero record di votazioni online, oltre 3.000. “Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, permettendomi di arrivare in finale, e il Roberto Nuti Group, che mi ha scelto come vincitrice, nonostante le valide contendenti al premio – commentò Laura -. La mia passione per i camion è nata in modo casuale. Un giorno alcuni amici mi portarono a un raduno dedicato ai mezzi pesanti e, per gioco, salii su un trattore stradale. In quel momento ho provato un brivido e ricordo di aver detto a me stessa ‘tu devi prendere la patente per poterlo guidare’. Da quel momento ho cominciato a coltivare questo nuovo interesse che è diventato, col tempo, il lavoro della mia vita. Il fatto poi che io abbia l’animo da viaggiatrice, sicuramente aiuta”.

Arriviamo così al 2019, quando Alessandra Lucaroni, da Monterotondo, in provincia di Roma, si aggiudica la decima edizione. Alessandra gestisce a Fiano Romano la storica officina di famiglia “Ormia”, specializzata in mezzi Scania. “Questo premio lo voglio dedicare a mio padre che ha fondato l’officina di cui oggi sono titolare e che mi ha trasmesso l’amore per la meccanica, fidandosi di me, dei miei progetti e dei miei ideali – raccontò Alessandra -. Fin da bambina sono stata il ‘maschiaccio’ di casa e sono cresciuta accanto a mio padre che riparava mezzi dell’esercito, e da li è sbocciato l’amore. Mi ricordo ancora l’emozione fortissima che provavo quando mi faceva salire sui carri armati.”

La storia del SABO Rosa arriva così al 2020 e Stefania Bartolini, una storia che prosegue e speriamo di portare avanti ancora per tanti anni, per dare risalto a tutte le donne che, con tanta fatica, si fanno strada in un settore difficile.

2020 – Stefania Bartolini

2019 – Alessandra Lucaroni

2018 – Laura Broglio

2017 – Ethel Bianchi

2016 – Giulia Saligari

2015 – Rosa di Gregorio

2014 – Marianna Dal Degan

2013 – Agata De Rosa

2012 – Gisella Corradini

2011 – Daniela Cappelli

2010 – Elena Scognamiglio